E’ davvero possibile imparare una lingua in 30 ore?

 

Stai guardando il corso IngleseFast e ti stai chiedendo se è davvero possibile imparare una lingua in 30 ore?

Vuoi la verità? E’ un pò difficile da calcolare. Come è assurdo dover pensare che per alcuni di noi, che hanno seguito l’inglese a scuola per più di 8 anni, ancora non lo sanno, o sono a un livello “scolastico”.

 

scientist-762627_1280La verità è che ogni risposta a questa domanda diventa superficiale se si finge di non tener conto dei fattori che vengono coinvolti quando impariamo qualcosa.

E invece sono proprio a loro a fare la differenza: i fattori dell’apprendimento.

 

Se non li conosci e non sai come trattarli e stimolarli attivamente, diventa impossibile realizzare qualunque attività e raggiungere qualunque obiettivo.

È per questo che ho deciso di scrivere questo articolo: se sei uno di quelli che pensano

“Non imparerò mai una lingua in 30 ore!”

voglio farti riflettere su alcune tue false convinzioni legate al tuo passato da studente e che ti hanno portato a volte a dubitare delle tue capacità.

Per fare questo, voglio darti dei riferimenti concreti su cosa è cambiato nell’apprendimento negli ultimi anni e cosa puoi fare da subito tu per imparare ogni cosa in poco tempo… sì, anche l’inglese in 30 ore!

 

GLI ATTORI NELL’APPRENDIMENTO

Fammi partire da un presupposto molto importante: apprendere è un’esperienza, che coinvolge due parti:

– Chi impara,

– Chi insegna.

E l’interazione tra queste due parti avviene attraverso lo strumento, ovvero il metodo.

Andiamo ad analizzare gli attori di questa interazione nel dettaglio.

 

CHI INSEGNA

Spooky teacherQuando eri piccolo, sei sempre stato abituato a pensare che, SE il risultato finale non era soddisfacente, la colpa era tua.

Nessuno ha mai osato sindacare il lavoro di chi ti insegnava, che era a dir poco “intoccabile”.

Se ci pensi, ogni professore che hai avuto ha condizionato nel bene o nel male ogni tua esperienza.

Con ogni probabilità, tra le decine di insegnati che si sono avvicendati alla tua cattedra, almeno uno, almeno una volta, ti ha detto almeno una di queste frasi:

 

“Tu sei portato per le materie scientifiche! (o non sei portato) ”

oppure

“Le Lingue non sono proprio il tuo forte! (o sono) ”

 

E ogni volta ognuna di queste frasi era un macigno che ti cadeva in testa che forse ha condizionato il tuo passato da studente e magari anche le tue scelte successive.

Già che abbiamo cominciato a pensare agli anni della scuola, pensa ad una cosa:

  • Quali sono state le materie che hai odiato di più?
  • E, a proposito di quelle materie, come erano gli insegnanti?

Avrai notato che nella maggior parte dei casi c’è un collegamento tra la tua simpatia verso quell’insegnante e il piacere di quella materia.

Bene, non c’è nulla di strano e oggi ti spiegherò il perché.

Che ti sembri incredibile o meno, la verità non era che l’insegnate ti faceva simpatia perché tu eri portato per quella materia ma l’esatto contrario: andavi bene perché eri coinvolto dall’insegnante.

 

Quello che avveniva nel tuo cervello, era che IL MODO con cui ti veniva insegnata una materia, si legava alla materia stessa attraverso le emozioni che provavi e questo creava delle associazioni neuronali positive o negative.

 

Possiamo quindi dedurre che avere un insegnante competente, piacevole da ascoltare, diretto ed empatico verso il problema che vuoi risolvere, è un passo fondamentale nel tuo successo.

Ma questo non basta, perché, come abbiamo detto all’inizio, l’apprendimento ha due attori e, dopo aver parlato di chi insegna, dobbiamo parlare di chi impara.

 

CHI IMPARA

computer

 

Parliamo più direttamente di te.

Pensa a te stesso e mentre leggi, confronta i punti che ti esporrò, in base alla tua esperienza.

 

 

Quando ti metti lì a studiare di una lingua straniera, entrano in gioco i seguenti fattori che coinvolgono te, nel tuo processo “da studente”, e sono:

  • LA TUA CAPACITÀ DI CONCENTRAZIONE, ovvero per quanto tempo riesci a essere sul pezzo, senza pensare ad altro. E con che qualità.
  • LA TUA CAPACITÀ DI ORGANIZZARE IL TEMPO: non esiste miglioramento se il tuo impegno si riduce a 5’ al giorno, o a un’ora alla settimana.
  • LA MOTIVAZIONE CHE TI SPINGE A FARLO: ovvero quanta bramosità hai nel raggiungere il risultato.
  • LA TECNICA CHE HAI PER ACQUISIRE E RICORDARE A LUNGO TERMINE LE NUOVE INFORMAZIONI: devi evitare di dimenticare tutto quello che impari il giorno dopo – il ché è abbastanza frustrante –

 

E queste difficoltà si sommano uno dei problemi maggiori che avrai riscontrato nell’apprendimento dell’Inglese in Italia, che è proprio il fatto di essere totalmente escluso da qualsiasi coinvolgimento quotidiano nella lingua.

Mentre in tanti paesi europei la lingua inglese fa parte del vivere quotidiano: dai film che non vengono doppiati all’uso frequente nelle conversazioni e negli affari;

 

se vivi in Italia è come essere dentro una campana di vetro.

 

Una vera e propria barriera anti-lingua straniera.

Se vuoi studiare l’inglese, quello che ti manca è il contatto con la realtà e la quotidianità; ti manca quel tipo di “apprendimento situazionale” che ti coinvolge personalmente e fa sì che i ricordi rimangano ancora più impressi dentro di te, quasi marchiati a fuoco.

Oltre a questo se il tuo obiettivo è imparare leggere e comprendere al meglio, questa realtà mette in luce un altro problema molto grosso: la memorizzazione dei vocaboli.

Se non hai una tecnica ben precisa, ma ti limiti alla classica “ripetizione” per ricordare la maggior parte di vocaboli, l’unica cosa che sarà sicura è che li dimenticherai.

Soprattutto se non li utilizzi ogni giorno.

E così facendo il risultato finale è che studi come un matto per poi trovarti a sette giorni più avanti, a dover ripartire sempre dall’inizio soprattutto se non ti dedichi solo a quello.

Quello che vorrei comunicarti, è che è molto importante, quando impari qualsiasi cosa, avere delle “armi mentali affilate”, che ti permettano di assorbire meglio, anche dopo una giornata di lavoro intensa, anche se hai la tendenza a pensare ad altro, anche se ti hanno sempre detto che non sei portato per le lingue.

Ecco.

Ci tenevo a dirti questo.

 

IL METODO

Ora però andiamo avanti e parliamo dello strumento dell’apprendimento, ovvero del metodo.

direzione

Se ci pensi bene, l’evoluzione umana, si basa sull’evoluzione della conoscenza e delle sue applicazioni.

Di fatto, se nel passato ti servivano un milione di ore per apprendere delle cose, oggi la tecnologia ti permette di apprendere molto più velocemente.

 

Se una volta, per accendere il fuoco si usavano due pietre e serviva tecnica, pazienza e maestria, è anche vero che oggi con un accendino possiamo tutti assicurarci il fuoco in pochi istanti.

milano veneziaPercorrere la distanza tra Milano e Venezia a dorso di mulo richiedeva secoli fa’ decisamente molto più tempo che percorrerla oggi in macchina, anche se è una macchina sfasciata come la vecchia auto del mio amico dei tempi della scuola e che usavamo per andare ovunque.

 

Se oggi dovessi parlare con l’uomo portato dal mulo, sono certo che resterebbe sbigottito guardando i moderni bolidi che macinano chilometri in poche ore contro le sue intere giornate di faticoso cammino.

 

Questo per dirti che, prima di decidere se qualcosa è possibile o meno, dobbiamo misurare i nostri strumenti.

 

Ed è questo quello che noi di IngleseFast facciamo:

distruggiamo le vecchie convinzioni istillate in te dai cattivi maestri e amplifichiamo al massimo le doti dei bravi insegnanti, il tutto dandoti l’arma più potente che tu possa mai avere: il metodo.

Allora alla domanda

“Si può imparare una lingua in 30 giorni?”

Alla luce di tutto quello che ti ho detto e dei presupposti che ti ho dato, la mia risposta è

“Con IngleseFast, sì”.

IngleseFast