The Silver Lining: come trovare il lato positivo in ogni cosa

Pioveva.
Camminavo ingobbito sotto l’acqua scrosciante, pensando all’ombrello che avevo lanciato con rabbia in una pattumiera poco prima, spezzato in due da una folata di vento.

Le mani nelle tasche vuote, i pensieri nella testa piena.
Una giornataccia, di quelle che non potrebbero andare peggio.
Mentre continuavo a mettere un passo davanti all’altro quasi per inerzia, alzai lo sguardo al cielo, senza un reale motivo e…

…i miei occhi furono pugnalati dalla luce di una scia argentea che disegnava il contorno di una nube, incapace di oscurare completamente il sole.

Quella striscia di luce filtrata dalla nuvola, la “silver lining”, sembrava fosse lì per dirmi “Non è mai tutto scuro. Puoi sempre trovare una luce nel buio”.

Da quel giorno, ogni volta che il mio cielo viene oscurato dalle nuvole, alzo sempre lo sguardo in cerca della “silver lining”.

La pandemia globale che sta colpendo tutto il mondo (e in modo particolarmente duro gli USA), è un’enorme nuvola nera sulla vita di tutti noi.
Ed è in questi casi che bisogna tenere costantemente gli occhi puntati in alto in cerca di una “silver lining”, qualcosa di positivo anche quando la situazione è complicata e difficile.

Gli americani sanno come si fa e te lo mostro con gli esempi portati da Lorena nel webinar di lunedì scorso.

Let’s start!

Una strana laurea

Come certamente saprai, decine di migliaia di studenti si stanno laureando in tutto il mondo in versione telematica, sostenendo la discussione della tesi in videochiamata.
Non proprio il massimo per chi studia e fa sacrifici per 3, 5 o addirittura più anni per raggiungere l’agognato traguardo, non trovi?

Così alcune celebrità hanno pensato di “alleviare” un po’ la delusione di questi ragazzi contattandoli virtualmente in videochiamata per “festeggiare” con loro.
Parliamo di personaggi del calibro del regista Steven Spielberg, il nobel per la pace Malala Yousafzai e l’attore John Krasinski (che conduceva questo mini talk show in videoconferenza).

Decisamente una bella sorpresa per i neolaureati, che hanno potuto scambiare quattro chiacchiere con i loro idoli.
Quando si dice “bad things can be a blessing in disguise”.

Lo scalatore senza un braccio

E a proposito di “trovare qualcosa di buono anche nelle situazioni peggiori”, a volte sembra…impossibile.
Sembra.

La storia di Aron Ralston raccontata da Lorena nel webinar è perfetta per capire di cosa stiamo parlando.

Aron è uno scalatore professionista.
Durante una delle sue avventure tra le montagne dello Utah, ha avuto un brutto incidente.
È caduto in una fessura tra le montagne e gli è caduto un grosso macigno sul braccio destro.
Il masso era impossibile da spostare a causa del suo enorme peso e il destino di Aron sembrava segnato.
Sembrava.
Aron ha avuto il sangue freddo di analizzare la situazione nonostante il dolore e le difficoltà ed è riuscito infine a uscire da quell’inferno.
Come? Amputandosi il braccio per sfuggire alla morsa letale di quel pezzo di pietra enorme.
In quel caso, in un momento di difficoltà estremo e col sacrificio di un braccio, Aron ha trovato decisamente qualcosa di buono: la sua vita che sembrava stesse per sfuggirgli tra le mani.

Per queste situazioni gli americani utilizzano un’espressione idiomatica peculiare: to hang in there, ovvero “tenere duro”.
Restare sempre lucidi anche nelle difficoltà estreme, rimanere presenti a se stessi e vincere contro le ostilità e le complicazioni che la vita ci presenta davanti.

Impara la lingua che si parla davvero nel mondo e viaggia attraverso gli Stati Uniti guidato da una vera protagonista.

Il primo libro in Italia scritto in Inglese Americano. 

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