Tutti abbiamo giocato almeno una volta al tiro alla fune.
Hai presente, no? Io prendo una cima della corda, tu l’altra e…tiriamo.
Vince chi tira più forte, molto semplice.
Il tiro alla fune da qualche mese sembra essere diventato lo sport preferito degli americani.
Lo praticano proprio tutti: i cittadini, il governo, gli scienziati e chi più ne ha più ne metta.
Solo che al posto delle braccia ci sono idee divergenti e al posto della corda…
…il futuro del paese.
Procediamo con ordine.
Il COVID è tornato (anche se sarebbe più corretto dire che non è mai andato via) e l’America è diventato il nuovo epicentro della pandemia.
Proprio quando il buon Trump stava iniziando a riaprire tutto, la situazione è degenerata e i contagi sono risaliti a picco, con la Florida che ha infranto ogni record arrivando a oltre 10000 contagiati in un singolo giorno.
Ma come si è arrivati a questa situazione?
Tiro alla fune, appunto.
I principali protagonisti di questo gioco di forza, sono stati proprio l’attuale presidente e il comitato scientifico incaricato di supervisionare e consigliare le migliori strategie di intervento per contenere il contagio.
Risultato?
Solo una gran confusione
Il botta è risposta è stato qualcosa tipo:
Trump: “le mascherine sono una scelta personale, chi vuole le indossa, chi non vuole no”
Comitato scientifico: “indossare le mascherine può salvare la vita a migliaia di persone”.
Cittadino americano: “…e mo che faccio?”
Qualche mese dopo…
Trump: “siamo sulla giusta strada per sconfiggere definitivamente il virus”
Comitato scientifico: “i casi di COVID sono in netta crescita”
Cittadino americano: “…e mo che faccio?”
In tutto ciò le mascherine stanno diventando un caso politico vero e proprio su cui alcuni partiti basano una fetta della loro propaganda tra slogan come
“fate quello che vi pare, non vi toglieremo mai la libertà”.
oppure
“le mascherine saranno obbligatorie per salvare le vite dei nostri concittadini più deboli”.
Ancora una volta: gran confusione.
Ma il COVID non sta influenzando solo la politica ovviamente.
Per restare in tema “tiro alla fune”, il governo recentemente ha dato disposizioni per ritirare il visto speciale per gli studenti di paesi esteri che si trovano attualmente negli USA.
L’idea di base sarebbe quella di farli rimpatriare fino a emergenza rientrata.
In tutta risposta, alcune università (tra cui quella di Harvard) hanno minacciato un’azione legale contro il governo per tutelare i propri studenti.
Anche questo round è stato perso nettamente dall’attuale amministrazione, che ha fatto dietrofront e ha lasciato le cose come stanno per evitare altri problemi.
Ma ‘sto governo americano non ne fa una buona?
Qualcosa di buono in realtà è stato fatto.
Nel mese di luglio e di agosto, sono stati inviati 1200$ alle famiglie come sussidio per questo momento di crisi.
Oggettivamente una bella risposta per provare a contenere il tracollo economico.
Lo so che tu che mangi pane e Netflix ti stai disperando perché non sai se uscirà in tempo la nuova stagione della tua serie preferita o il film tanto atteso per l’autunno 2020.
E fai bene a disperarti.
Hollywood & Co. sono alle strette, impossibilitati a seguire le tabelle di marcia per la produzione di nuovi contenuti e senza una visione chiara del futuro.
Non una bella situazione, soprattutto per i produttori che hanno investito milioni di dollari che chissà se e quando rivedranno…
Ma non tutti se la passano male in ambito enterteinment.
L’America è famosa anche per i suoi numerosissimi talk show.
E proprio i talk show stanno andando forte, con i presentatori (al giorno d’oggi dei veri e propri influencer) che comodamente da casa conducono il loro programma e intervistano le varie celebrità spaparanzati sul divano di casa in videochiamata.
Anzi, sembra che agli spettatori piaccia anche di più questa versione informale e “casalinga” dei programmi.
Nell’attesa che l’emergenza rientri, si fa il possibile per alleviare la tristezza e il dolore di questi tempi bui.
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